Poesie di Bruno Silvestrini
Breve cenno biografico
Bruno Silvestrini è nato a Civitanova Marche nel 1944. E' vissuto fino all'età di ventotto anni a Porto Potenza Picena (prov. di Macerata) dove coltiva le sue grandi passioni: il mare, il calcio giocato e la lettura. Per motivi di lavoro si è trasferito nel 1972 a Verona dove vive con la moglie Alida e i figli Luca e Laura. Pur integratosi benissimo nella città di accoglienza, è rimasto profondamente legato alle proprie origini. In tutti questi anni ha avuto modo di dare completezza alla sua principale passione, la lettura, partecipando fin dalla sua fondazione all'apertura di una biblioteca nell'ambito ferroviario dove appunto lavorava. Negli anni, anche grazie al suo contributo ha fatto si che questa realtà divenisse un importante punto di riferimento culturale per i fruitori visto che la suddetta biblioteca (informatizzata) consta oggi di circa 8.000 volumi. (Silvano Sona)
A G l o r i a
(dedicata a una bambina con problemi psicomotori fin dalla nascita)
È bello tornare la sera,
rivederti, bocciolo di primavera;
accarezzare i tuoi biondi capelli,
specchiarmi negli occhi tuoi belli.
Dentro, riflesso, io vedo un mondo
più vero, più grande e profondo;
è un limpido, azzurro e placido mare
dove il mio cuore vorrebbe annegare.
Come le ali di bianchi gabbiani
fai volteggiare le piccole mani,
mentre inseguo quel volo giocondo
nell'aria leggera anch'io stò volando.
Se questo è un sogno, tu fammi sognare
insieme a te è bello volare.
Mio splendido, piccolo amore,
ch'io ti veda domani già diventato fiore.
Ottobre 1997
Inno alla purezza
(per la I Comunione di Gloria)
È un miracolo, un vero splendore!
Al puro si aggiunge purezza,
al candido un nuovo candore.
E al bello ancora bellezza.
Ci s'illumina della tua luce,
negli occhi, il velo d'un dolce pianto;
guardandoti, si perde anche la voce
e risuona armonioso un muto canto.
Il suono di questa melodia
si può solo ascoltare col cuore,
ti rapisce, e ti fa volar via...
queste note, non fanno rumore.
Questo è un giorno di benedizione,
un raggio del cielo quaggiù.
Oggi Gloria sembra un'apparizione,
perché Lei, oggi, riceve Gesù.
Domenica 10 Aprile 2005
Risveglio
A occhi chiusi me ne stavo assorto
con i pensieri volti alla memoria;
come una barca in cerca del suo porto
ho ripercorso tutta la mia storia.
Un fiume trascina nella sua corrente,
trasporta nel gorgo dei mille ricordi,
scorre il passato dentro la mia mente
ridestando affetti che non sono sordi.
Sulla sponda mi fermo ad osservare
in pochi istanti tutto il mio passato,
cercando il senso di questo vagare
dalle più piccole cose all'assoluto.
Ma la ragione non trova risposta
a questi piccoli e grandi quesiti;
è una ricerca vana e senza sosta
passando dagli dei ai nostri miti.
Ritorno alla realtà del mio presente
con tutti i dubbi e tutte le incertezze;
è un ridestarsi brusco e sconsolante
della triste realtà e delle amarezze.
Verona, 16 giugno 2004
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Quando ti lascio
Quando giunge l’ora di lasciarsi
l’animo mio comincia a lamentarsi;
faccio di tutto allora per calmarlo
parlandogli di te cerco d’addormentarlo.
Dicendogli dei giorni a me più cari,
tacendogli di quelli tristi e amari.
Nell’aria s’alza una leggera brezza
che sfiora il viso come una carezza.
Orme sulla sabbia di due innamorati
sono vicine perché vanno abbracciati.
Più forte in me sale la malinconia,
c’è la tristezza di dover andar via.
Non solo te ora devo lasciare,
anche dai ricordi mi dovrò staccare.
Mentre osservo il fluir delle onde
la realtà dal sogno in me si confonde.
Verona, dicembre 2009
Parole silenziose
È difficile a parole riuscire a dire tutto
usando discrezione, chiarezza e un po' di tatto;
ognuno deve esprimere il suo intimo sentire
perché insieme poi ci si possa capire.
Io cerco sempre aiuto nel fare questa cosa,
nella parola scritta mettendola giù in prosa.
Molte sono le cose che noi abbiamo in comune,
non solo perché siamo della stessa generazione.
Sul senso della vita ci troviamo in sintonia;
nella strada dei valori seguiam la stessa via.
Accomunati anche da una grande passione,
tuffarci nell'acqua azzurra, che splendida evasione!
Per me è meno difficile attraverso la rima
esprimere l'affetto e tutta la mia stima.
Non lo dico a voce, non per non far rumore
ma una cosa scritta per me ha più valore.
Specialmente con te che hai sempre dimostrato
apprezzare questo mio modo di scriver sgangherato.
Allora io rispondo alla tua benevolenza;
farti cosa gradita, questa è la mia speranza.
L'anno volge al termine, è già tempo di auguri
pensando ai propri affetti e agli amici più cari.
Cari Silvano e Emilia, straordinari nonni
di un bellissimo bambino sogno dei vostri sonni;
vi prego di accettare questo semplice pensiero
insieme a tanto affetto... l'augurio più sincero.
Verona, Dicembre 1997
Onirico amore
Stanotte un'altra volta t'ho sognata;
eri vicina a me, di te io mi beavo,
sugli occhi e sulla bocca vellutata
le labbra mie su quelle tue posavo.
Ti lasciavi baciare dolcemente
con gli occhi chiusi, quasi abbandonata,
respiravo inebriato la tua pelle
dalla fragranza dolce e profumata.
Il viso, tra le mani mie prendevo,
e ti ammiravo, luminosa stella;
dentro di me un non so che provavo
e non so dirti più quant'eri bella!
Hai aperto gli occhi e piano piano
fra le mie braccia ti sei ritrovata;
c'era una bianca luna e da lontano
ci sorrideva gaia e spensierata.
Era così bello stringerti al mio petto,
ero come rapito, felice accanto a te;
ma poi mi son svegliato e sul mio letto
più non ti ritrovai accanto a me.
Il mio cuscino ora stavo stringendo,
era il mio cuore triste e desolato
sembrava tutto vero, era stupendo,
ma era ancora un sogno... che peccato!
Verona, Novembre 2001
Paola e Francesco
"... quei due che 'nsieme vanno
e paion si al vento esser leggieri..."
davanti al santo altar si recheranno
per giurar d'amarsi oggi più di ieri.
È un giorno pieno di letizia e di diletto,
l'animo leggero e lo fremente petto
festeggiar li sposi ognun sospinse
testimoniar "di come amor li strinse".
Promessa d'amore e lo gran giuramento
col sacro suggello ha il coronamento.
Uno dei momenti che fa tutti felici,
dai diletti genitori a li parenti e amici.
Da' la notte de'tempi "è l'amor che move 'l mondo",
de tutti i sentimenti lo più bello e profondo.
Cantato ne' li secoli da tutti li poeti,
dipinto da' pittori su tele e su pareti.
Delle storie d'amore una delle più toccanti
fu cantata da quel sommo de' divini amanti.
Cantò la loro storia, il lor vagar eterno
incontrati in un girone in quelli dell'inferno.
La rievocazione è per la coincidenza
che nei nomi è la poetica assonanza.
Per ogni triste storia, legge del contrappasso,
una felice che convola a' lo "gioioso passo".
E li radiosi sposi dal desiato riso,
vivano con amore il loro Paradiso.
Benigna sia la sorte e serbi cose belle:
giorni pieni di sole, notti piene di stelle.
Maggio 2009
(per il matrimonio della nipote Paola )
Fotografie
Guardo le foto
della mia giovinezza,
lontano tempo
della spensieratezza.
I bordi ingialliti
come foglie d'autunno,
ricordi sopiti
destati dal sonno.
Alterne emozioni
scorrendo il passato,
le tante illusioni
di un futuro dorato.
Lo sguardo si attarda,
velato di malinconia;
la vita è sorda
a ogni nostalgia.
L'album richiudo
con un po' di tristezza,
nel cuore cercando
un'altra giovinezza.
Verona, Marzo 2000
Il Tempo
Il declinar del tempo
non deve affrettar la vita;
ogni giorno, ogni attimo
l'essenza sia carpita.
Non con l'avidità
di averla posseduta,
ma la felicità
di averla ben vissuta.
Dicembre 1998
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Morte di un Poeta
Quando muore un poeta
il mondo impoverisce,
il cuore si fa pietra,
l'animo s'indurisce.
Muore la fantasia
che colora l'esistenza.
Nella vita di poesia
non se ne può far senza.
Gennaio 1999
(morte di Fabrizio de Andrè)




















